Benvenuto su Esame Patente

Questo sito nasce per dare un aiuto a chi vuole conseguire la patente B.

Se stai studiando per la patente B, qui potrai trovare tanti utili consigli; tanti sono infatti i dubbi, sia per chi sta studiando per l’esame di teoria, sia per chi è alle prese con le guide pratiche.

Questo sito è stato pensato proprio per aiutarti a risolvere i tuoi dubbi, affrontare le tue difficoltà e arrivare agli esami ben preparato e sicuro.

  • Voglio prendere la patente B: cosa devo fare?: tutto comincia da qui. Se hai intenzione di prendere la patente, ecco le informazioni di base per capire cosa devi fare, sia che tu decida di frequentare un’autoscuola sia che tu decida di prepararti da solo come privatista. 
  • Esame di teoria: tutto ciò che c’è da sapere sull’esame di teoria; consigli generici su come studiare, consigli per non cadere nei trabocchetti dei quiz, consigli su come affrontare il giorno dell’esame.
  • Esame pratico: come affrontare l’esame pratico della patente; trucchi e consigli per imparare a guidare bene un’auto e ad eseguire correttamente le manovre, così come ti insegnano gli istruttori di scuola guida.

172 Replies to “Benvenuto su Esame Patente”

  1. esamepatente Autore dell'articolo

    @Lucre: Ciao Lucre, potete passare insieme se l’incrocio è abbastanza spazioso da consentire la manovra; eventualmente state un pochino attenti, entrambi, nel momento in cui fate la svolta, a non intralciarvi; per cui state pochino più ‘chiusi’ di come fareste normalmente (voglio dire, girate senza avanzare troppo, sennò vi scontrate). Diciamo che però questa ‘valutazione’ va fatta prima che ti ti fermi in centrostrada, perché lì saresti già troppo in avanti; devi pensarci quando sei ferma al semaforo, e vedi la macchina di fronte a te; se ha la freccia accesa per girare a sinistra, tu sai che quando parti, devi stare più ‘chiusa’, e facendo così entrambi, potete svoltare entrambi contemporaneamente.
    Se la macchina che sta dietro decide di sorpassarla, intanto non potrebbe farlo, perché è vietato sorpassare ai semafori. Però se eventualmente dovesse verificarsi una situazione del genere, fermati subito.

  2. Nataly

    Salve sono disperata ho fatto 22 hore di guida e non riesco a scalare le marce per immettermi in rotatoia e le svolte ni perdo la traetoia, mi faccio prendere del ansia ho un bisogno grande de la patente, ma e possibile che le ho fatte tante e niente sono molto demoralizzata.

  3. esamepatente Autore dell'articolo

    @Nataly: Ciao Nataly, non demoralizzarti! Imparare a guidare è difficile, ci vuole tempo; ad alcune persone ci vuole anche più tempo di altre, è soggettivo. Se il problema è l’ansia, cerca di gestire la tua emotività (lo so, non è facile! Ma prova!); pensa che finché sei con l’istruttore non ti può accadere niente di brutto, perché tanto l’auto ha i doppi comandi; quindi approfittane e lanciati! 🙂
    Cerca di fare anche molto esercizio per conto tuo, in macchina con parenti e amici. Questo serve per fare pratica, ti aiuta ad imparare più velocemente. Per acquisire dimestichezza con il cambio, con le svolte, ecc devi fare e rifare tante e tante volte le stesse manovre, finché finalmente diventeranno automatiche! ^^

  4. Fiordaliso

    Ciao a tutti, volevo sapere quali sono i giusti passaggi per scalare le marce, guido da un pò ma ancora l’auto fa sobbalzi mentre scalo. Poi quando devo scalare in seconda prima di uno stop alzo il piede dalla frizione o lo tengo abbassato fino a quando mi fermo? Grazie

  5. esamepatente Autore dell'articolo

    @Fiordaliso: Ciao Fiordaliso, non ti preoccupare per i sobbalzi, quando si guida una macchina che non si conosce bene possono capitare a tutti; non credo che tu sbagli procedura, più che altro, se vedi che questi sobbalzi sono proprio fastidiosi e continui, probabilmente avvengono perché scali un po’ troppo presto, o un po’ troppo tardi. Per indovinare il momento giusto in cui scalare, tieni presente che scalare non è un modo di ‘rallentare’ la macchina; la macchina si deve rallentare con il freno; perciò quando vuoi rallentare prima di tutto frena, e poi scala; scalare serve a non far andare troppo su di giri o troppo giù di giri il motore, dandogli il rapporto giusto. Perciò per scalare al momento giusto, devi imparare a sentire i ‘rumori’ del motore: quando è su di giri, ‘urla’, e allora devi dargli una marcia più alta; quando è giù di giri, il motore ‘borbotta’, e allora devi scalare giù la marcia. Con un po’ di pratica e conoscenza della macchina, vedrai che i ‘sobbalzi’ spariranno.

  6. mary

    Ciao volevo fare una domanda. Io che sn neopatentata posso mettere la p cm principiante? X quanto tempo poxo usarla? Xké ancora non sn così brava e anke x info gli altri . Nn exendo così pronta magari paxano avanti. Grz

  7. Renza

    Buongiorno e innanzitutto complimenti per il bellissimo sito , sempre molto utili con tanti consigli pratici .
    Ho qualche dubbio relativo ai parcheggi a pettine :
    1) C’è una regola o un trucco per capire quando svoltare il volante senza inserirsi storti? es : quando le ruote arrrivano a un certo punto delle strisce …
    2) Quando devo uscire dal parcheggio cambia se devo uscire a destra o a sinistra ? Quali sono i guisti passaggi e le regole ? E’ vero che dipende da dove deve andare il muso ?

  8. esamepatente Autore dell'articolo

    @Mary: Ciao Mary, puoi tranquillamente mettere la “P” ogni volta che lo desideri, non è vietato, anzi! C’è chi ha messo la ‘P’ anche per oltre un anno dopo aver presto la patente; non è un problema! 😉

  9. esamepatente Autore dell'articolo

    @Renza: Ciao Renza, sì, per entrare nei parcheggi a pettine normalmente (non in retromarcia,) nella maggior parte dei casi è utile tenere d’occhio il tuo specchietto laterale: quando vedi che è allineato con la linea di parcheggio dove tu ti vuoi inserire, quello è il momento di girare il volante (giralo con decisione).
    Quando devi uscire, non mi sembra ci siano particolari accorgimenti da seguire; supponendo che tu esca in retromarcia, se devi prendere poi la direzione a destra, allora esci andando fuori girando il retro della macchina a sinistra (e quindi esci girando il volante un po’ verso sinistra); e se invece devi andare a sinistra, il retro della macchina lo porti verso destra (e quindi esci girando il volante un po’ verso destra). Il modo migliore di affrontare queste manovre è farle sempre con molta calma, andando piano con i pedali, ma abbastanza rapidi con il volante! 😉
    Vedi anche: http://esamepatente.altervista.org/parcheggi/

  10. phring phan

    Ciao esamepatente e tutti che sta leggendo il mio msg.. grazie a questo sito che mi da insegnamento per la patente.. oggi pomeriggio ho fatto l’esame di guida e sono bocciata.. vorrei condividere la mia esperienza con chi sta preparando la patente b.. stamattina che era giorno di esame ho fatto la 22 guida con il mio bravo istruttore per la preparazione dell’esame di pomeriggio..e andata alla perfezione..ero sicura di me stessa..e mi sentivo pronta per l’esame ma nel pomeriggio quando toccava a me all’esame..ero molto agitata mi tremavano le mani..ho sbagliato dalla freccia sinistra prima di partenza ecc. ..che non avevo sbagliato prima..ho preso il panico..Cari amici non prendete il panico cercate di superare la vostra anzia..Non siete passati all’esame non perché non sapevate guidare..ma in caso mio( e molti di noi)non sono superata l’esame perché non so guidare me stessa.. Ma non mi arrendo, la patente la voglio a tutti i costi.. Grazie a esamepatente di tutto e grazie al mio istruttore Carlo di scuola guida Viviani arezzo..che mi siete sempre vicino..

  11. esamepatente Autore dell'articolo

    @phring phan: Ciao Phring Phan, mi dispiace tanto che l’esame non sia andato bene! Purtroppo l’agitazione gioca brutti tiri e fa sbagliare anche i più preparati. Tu comunque sai guidare bene, questo è l’importante; devi solo fare in modo di non andare in panico il giorno dell’esame. Già sei a buon punto nell’esserti resa conto di quale sia il problema; ora non resta che tenere i nervi saldi e avere fiducia in te stessa e nelle tue capacità. In bocca al lupo! ^^

  12. phring phan

    Grazie mille x il tuo sostegno. A settembre devo dare la seconda prova. Spero di riuscire a superare la mia ansia e agitazione..

  13. Mirko

    Salve, vorrei sapere se, nel caso in cui si venisse bocciati alla pratica e prima della scadenza del foglio rosa non ci sia tempo per ritentare, è possibile rinnovare il foglio rosa mantenendo valida la teoria?
    Grazie.

  14. Pedone per scelta

    Tutto molto bello e completo ma manca una cosa: l’onestà di dire che certe persone non sono in grado di guidare e ad esse non dovrebbe essere rilasciata la patente.
    L’onestà di dire che la patente di guida, nella pratica, non certifica neanche lontanamente l’idoneità a condurre un auto. L’onestà di dire che certe persone non saranno mai in grado di guidare in sicurezza per quanta pratica possano fare.
    L’auto non è solo un mezzo per spostarsi ma è anche un arma. Con l’auto si può fare del male a se e agli altri. La patente di guida dovrebbe essere una concessione che lo Stato elargisce a chi ne ha i requisiti e non, come sembra, un diritto inalienabile che è crudele negare e da concedere a tutti con un esame che è una barzelletta e 4 soldi pagati a scuola guida e motorizzazione civile. E questo lo scrive uno che da quando ha preso la patente a 18 anni, eoni fa, l’auto non l’ha mai voluta guidare (con tutti i disagi che questo comporta e di cui mi faccio carico) perché ha capito di non possedere i necessari riflessi sia fisici che mentali per condurla in sicurezza, per se e per gli altri. Ve bene incoraggiare ma si dovrebbe anche cercare di far capire a chi si accinge a cercare di prendere la patente di guida che è bene fermarsi un attimo e autovalutarsi con sincerità, capire se certe difficoltà sono solo questione di pratica o oltre un certo livello non si è capaci di progredire, capire se si è o no un pericolo per se e per gli altri. Non, invece, incaponirsi fregandosene di tutto e di tutti solo perché “L’auto la guidano tutti perché io non dovrei?”.
    Tutti vorrebbero guidare ma se non avete i riflessi, anche mentali, pronti per affrontare tutto, anche i pericoli creati da altri, prima o poi passerete un guaio. E se mettete sotto qualcuno?
    Un vecchio, un bambino, un pedone disattento. Bene o male la colpa è quasi sempre assegnata all’automobilista. E dove non c’è colpa spesso c’è comunque il rimorso.
    Vi rovinate la vita e solo per che cosa? Per essersi incaponi a voler cercare di fare una cosa di cui non si è capaci solo perché tanto la fanno tutti? Io la notte voglio dormine, non essere roso dai morsi della coscienza e per questo non guido. E come non guido io non dovrebbe guidare, per i motivi più disparati, una bella fetta dei possessori di patente.

  15. esamepatente Autore dell'articolo

    @Pedone per scelta: Caro Pedone per scelta, grazie di aver lasciato questo commento, perché il tuo punto di vista è certamente condiviso da molte persone che decidono di astenersi dal guidare. Del resto, alcuni punti del tuo commento li condivido anch’io, come quando dici che aver superato l’esame non è una garanzia di essere capaci di guidare. Poi una volta, una quarantina di anni fa, l’esame di guida era molto più facile di adesso; ora è più rigoroso, per superarlo occorre saper tenere l’auto, fare le manovre perlomeno di base, essere capaci di usare bene il cambio, e occorre anche avere anche la presenza di spirito e i riflessi per reagire prontamente ad imprevisti e pericoli (senza questi requisiti di base, un istruttore non ti manda all’esame). Occorre anche prepararsi bene (sia in fase teorica sia pratica) sulla manutenzione del veicolo (saper valutare l’usura delle gomme, controllare le luci, la batteria, i freni, ecc); anche questo è importante per la sicurezza sulla strada per sé e per gli altri.
    Poi è vero che, come hai detto, non è obbligatorio prendere la patente, e si può vivere comunque. Nessuno dovrebbe sentirsi ‘obbligato’ a guidare, se non se la sente; né si deve sentire inferiore perché non lo fa; anzi!
    Tuttavia è complicato perché si dipende dai mezzi pubblici, dalla situazione meteo, da altre persone che ti devono accompagnare; se si opta per un taxi, ciò ha notevoli costi, e tanto più per un autista personale da retribuire. Ma ognuno nella vita fa le sue valutazioni, e una soluzione si può sempre trovare a tutto (tanto più se si hanno le risorse economiche), l’importante è essere sereni e in pace con se stessi.
    Se una persona ha bisogno di guidare, tuttavia, non è giusto che rinunci perché trova difficoltà: imparare a guidare è molto difficile, occorre acquisire tutta una serie di automatismi, coordinare azioni e pensieri, conoscere l’auto, acquisire il senso degli spazi e delle misure, ecc… Non siamo tutti uguali, ad alcuni ci vuole magari più tempo, ma poi ci arrivano.
    Sarebbe un peccato darli per ‘spacciati’ solo perché ci mettono più tempo di altri. Non c’è bisogno di avere fretta, l’importante è arrivare all’obiettivo (che non è quello di prendere la patente, ma di guidare in modo da sentirsi ragionevolmente sicuri).
    Questo poi è un altro punto importante: quando una persona prende la patente, ha la licenza di guidare per la legge. Ma poi è lei che decide come e dove guidare, e con che mezzi; ad esempio, può decidere di andare per le strade del suo paesino, ma non sentirsela di guidare in centro città per strade che non conosce; in tal caso sceglierà di andare con i mezzi, o farsi accompagnare, ecc. Ma se abita in campagna, almeno è in grado di andare dal dottore, in farmacia, al supermercato, alle poste e in banca da sola, e ciò è importante per la propria autonomia (posto che non è sempre possibile andare ad abitare da un’altra parte più comoda ai servizi, e per alcune persone può anche essere difficile muoversi in bicicletta, per problemi fisici). Non parliamo poi del fatto che attualmente la patente è richieste anche in molti annunci di lavoro… e che difficilmente si è così fortunati da trovare il lavoro vicino casa. Non avere la patente può essere davvero pesante a livello di realizzazione personale, e costare molte rinunce e compromessi.
    La guida ha anche una sua dimensione psicologica: i limiti a volte ce li costruiamo noi stessi, con le nostre paure: “io non sarò mai in grado di fare questo”. Non è detto. Ora non sei in grado, ma domani potresti riuscire.
    Noi non siamo sempre giudici obiettivi di noi stessi.
    A livello psicologico, esiste l’amaxofobia, che è la paura di guidare; è molto diffusa, ma può essere superata. Ci si può affidare ad un professionista (uno psicologo/psicoterapeuta) per superarla.
    E’ vero che l’auto è un’arma, ed è bene esserne consapevoli e guidare con responsabilità. Ma non è nemmeno giusto farsi attanagliare da paure esagerate, generate più che altro dalla nostra insicurezza.
    Anche il chirurgo può sbagliare e far morire le persone; tuttavia c’è bisogno di chirughi, perché salvano tante vite. Lo stesso vale per l’auto (o altri mezzi come treni, aerei, ecc): è pericolosa, certo, ma anche necessaria; se nessuno guidasse, il mondo regredirebbe molto.
    Il rischio di incidente c’è, si può ridurlo con un comportamento responsabile, anche se non si può eliminarlo del tutto.
    Vedremo ora il futuro cosa ci riserverà: probabilmente tra non molti anni le auto che si guidano da sole saranno la norma; sarà un’altra epoca, speriamo più sicura e con meno incidenti stradali! ^^

  16. ste97

    Buongiorno,
    io ho l’esame pratico il prossimo 15 Maggio, volevo sapere bene cosa chiedono all’esame?
    grazie

  17. Pedone per scelta

    Avevo trovato il suo sito per caso e di getto scrissi un commento per poi dimenticarmene.
    Leggo solo la notifica automatica della sua risposta. Cosa dire? Beh, non sentirsi rispondere con le solite frasi fatte è già qualcosa di nuovo. Con altre persone la cosa sarebbe finita qui ma con Lei vorrei dilungarmi nella questione perché ho l’impressione che ne valga la pena. Vorrà allora scusarmi se analizzo e discuto la sua risposta al mio commento.
    Lei elenca e sviscera argomenti condivisibili ma ci sono alcune cose che credo abbisognino di ulteriore riflessione.
    La prima riflessione che vorrei fare è sull’esame di guida. Lei scrive che oggi è più difficile di 40 anni or sono.
    Io non ho la possibilità di verificare. Per farlo dovrei intavolare una discussione ad hoc con qualche patentato di lungo corso ma, per ovvie ragioni, preferisco non affrontare tale argomento con siffatti individui onde evitarmi gli inevitabili sermoni sulla mia scelta di non guidare. Qualcosa però posso fare: valutare i limitati casi che conosco. Mia madre prese la patente verso la fine degli anni ’80.
    Passò per un pelo la teoria al primo colpo ma dovette ripetere per due volte l’esame pratico. Alla fine fu promossa. E questo è un punto a favore della tesi secondo cui l’esame della patente di 30 anni fa era una barzelletta. Affermo questo perché io conosco le capacità alla guida di mia madre. Nei primi mesi di sporadica guida ebbe vari piccoli incidenti ma sopratutto salvò la pelle da incidenti ben maggiori per pura fortuna. In uno di questi non riusci ad evitare un frontale e miracolosamente ci rimise solo lo specchietto lato guidatore perché l’altra macchina riusci a spostarsi all’ultimo momento. Da allora, per sua fortuna aggiungo io, non volle più guidare. Non tanto per auto-convincimento delle sue scarse qualità come guidatrice (da quell’orecchio non ha mai voluto sentirci) ma per paura di far danni gravi alla macchina che era l’unica disponibile in famiglia e far rimanere quest’ultima (eufemismo per intendere mio padre) senza mezzo di trasporto.
    Io sostenni, su forti pressioni paterne, l’esame di guida nell’estate del 2000 (16 anni fa, con l’esame già riformato da un paio d’anni): teoria 0 errori e pratica al primo colpo con una guida perfetta. Non si pensi però che io sia un guidatore capace. L’istruttore con me ebbe molti problemi durante la scuola guida (ed io con lui ma spiegherò meglio dopo): lento di riflessi e sopratutto incapace di risposte intuitive. Analizzerò meglio in seguito questi due aspetti, per ora basti questo ad affermare che anche il mio esame fu una barzelletta (visto che conseguì la patente uno come me). Andiamo ora al punto: L’esame di guida oggi è più restrittivo? Analizziamo le differenze.
    Tutti i requisiti che lei elenca (tenere il mezzo, manovre base eccetera) erano richiesti anche allora. Credo mia madre ne fosse capace, io ne ero sicuramente capace. Le uniche differenze sono le guide in autostrada e con il buio, utilissime per carità, ma fanno poi tutta questa gran differenza? Non credo. Affermare che oggi l’esame di guida è più restrittivo mi sembra un’affermazione priva di evidenza. Al massimo forse, e sottolineo il forse, poteva esserci più lassismo da parte degli esaminatori ma vedendo il modo di guidare di certi ragazzetti imberbi sono propenso ad escluderlo o a pensare che l’andazzo continui.
    La seconda questione che vorrei analizzare è quella della amaxofobia (mi sembra sia questo il termine). È una malattia e si cura ma io non ne soffro ne ne ho mai sofferto. Non vorrei che, forse, a causa di una eventuale poca chiarezza del mio precedente commento Lei fosse portato a pensare che io ne soffra. Se ho deciso di non guidare è per altri motivi (che elencherò).
    La terza questione è quella relativa alla necessità della patente. Nessuno nega l’esistenza di casi in cui un mezzo di trasposto è una necessità (un genitore anziano, una persona con disabilità eccetera) ma quest’ultima non trasforma automaticamente una concessione in un diritto. Non cadiamo in questa fallacia altrimenti si finirà per giustificare chi ruba perché ne ha necessità. Chi ne ha i requisiti e ne fa richiesta è giusto che consegua la patente, voglia o non voglia utilizzarla, abbia o non abbia la necessità di farlo ma pretendere di guidare solo perché se ne ha la necessità questo no. Che poi, e qui mi si permetta uno sfogo personale, io vorrei veramente vederle queste necessità per valutare quali sono effettivamente tali (e ce ne sono) e quali invece solo smisurata abitudine alle comodità. E questo lo scrive uno che per andare al lavoro si fa 2 km a piedi e 40 minuti di autobus all’andata e altrettanti al ritorno, uno che si porta la spesa a piedi dal supermercato a più di 1km di distanza (e non le dico che bel piacere il cartone dell’acqua da 12kg), uno che per principio non scrocca mai passaggi ad altri anche quando potrebbe. Non sarebbero necessità le mie? E per questo che a volte mi scappa un sorriso amaro quando sento persone parlare di necessità dell’auto anche per farsi 200 metri. Devo ammettere che ad un prima lettura questa parte della sua risposta sulle necessità delle persone a guidare mi aveva un po irritato. Mi sembrava lapalissiana sia l’esistenza della necessità come il fatto che quest’ultima non legittimi un comportamento. A che pro discuterne? Mi dava l’impressione (da qui una certa irritazione) di voler affermate un po subdolamente che chi ha la patente e non guida è perché non ha necessità o ha soldi da spendere in soluzioni alternative (cose che possono anche essere vere in taluni casi ma certamente non lo sono in tutti).
    Nel primo punto ho scritto che l’esame per la patente è una barzelletta sottintendendo che non è abbastanza restrittivo sui requisiti. È il momento di chiarire. Mi riferisco sopratutto ai riflessi e ai tempi di reazione. Riflessi e tempi di reazione per evitare gli incidenti ragionevolmente evitabili. Prendiamo una situazione base: guida in città. Il limite è 50km/h e a 50km/h bisogna andare, non di meno. Perché? Perché bisogna uniformarsi al traffico altrimenti, come ho letto in un Suo post sulle precedenze, chi ti segue si irrita. Allora si va a 50 km/h. All’improvviso dalla fila di auto parcheggiate alla tua destra si butta davanti un pedone (e con i tanti ragazzini che attraversano la strada senza guardare perché occupati con lo smartphone è una cosa comune). Tralasciando gli spazi di frenata analizziamo anche solo i tempi e gli spazi di reazione. Leggevo su internet che il tempo medio è circa un secondo o poco più. Il poco più come tempi di reazione vale certamente per me: non l’ho mai misurato ma credo sia intorno al secondo e mezzo. Un secondo e mezzo, a 50km/h, fa circa 20 metri. Questo significa che se un ragazzino mi attraversa la strada ad una distanza inferiore ai 21 metri io lo investo a velocità piena. Un secondo e mezzo di tempo di reazione, e sono stato giudicato idoneo alla guida! Mi immagino il ragazzino o i suoi genitori cosa penserebbero di un automobilista che, a 50km/h, vede un pedone a 20 metri e non fa in tempo neanche a rallentare un po. Fossi anche io (che comunque attraverso in modo sempre prudente e sempre segnalando) quel pedone protesterei eccome contro una tale incapacità alla guida. Un secondo e mezzo per me ma anche un secondo la media. Un secondo, nelle stesse condizioni, fa quasi 15 metri. Sono spazi di reazione accettabili? Io francamente non direi. A differenza mia e di tanti altri patentati ( che incoscientemente guidano) ci sono però persone che hanno riflessi e tempi di reazione fulminei. Sono quelle persone che io definisco “nate con il volante in mano”. Uno di questi per esempio è mio padre: 60 anni e tempi di reazione che io neanche a 18 anni. Dargli mezzo secondo come tempi di reazione è dargli troppo. Quando gli siedo di fianco il tempo di accorgermi di un pedone e, mentre sto aprendo bocca per segnalarglierlo, lui sta già frenando. Certo se uno si butta sotto la ruota non ci sono riflessi che tengano ma si vuol veramente equiparare chi riesce a reagire in mezzo secondo o meno con chi ne impiega più di uno? Io credo che, per decenza e rispetto della vita umana (anche degli imbecilli che attraversano la strada senza guardare), ciò non possa essere fatto. Così come non si può mettere in mano un bisturi a chi ha la mano che trema allo stesso modo non si può mettere in mano un’auto a chi è lento a reagire. Un esame della patente serio dovrebbe misurare i tempi di reazione e fare una selezione rigorosa. Ma quante persone passerebbero tale selezione? Pochi, molto pochi hanno questi requisiti. Requisiti che non ho ed è uno dei motivi per cui non guido. Certo me ne potrei fregare come fanno tanti (e in caso di incidente, come da prassi, dare colpe a tutti tranne che a me stesso) ma ho questo terribile difetto di dover sempre rispondere alla mia coscienza. E non guido anche per un altro motivo: sono mentalmente inadatto a muovermi in una situazione caotica come le strade italiane. Racconto un episodio della mia scuola guida, uno dei tanti. Guido con l’istruttore al fianco su una statale a due corsie per senso di marcia. Alla mia destra un incrocio con stop da cui sopraggiunge una macchina. Codice alla mano la macchina si dovrebbe fermare allo stop sulla linea preposta e poi avvicinarsi lentamente per immettersi nel traffico. Cosa avviene nella realtà: chi ha lo stop non si ferma sulla linea ma inchioda molto dopo quando sta quasi per invadere la corsia di marcia altrui. Un malcostume diffusissimo che sembra quasi la norma. Ora un cervello abituato alle situazioni caotiche se ne frega, sa di avere la precedenza e tira dritto. Il cervello di uno che non sa gestire le situazioni caotiche frena anzi inchioda. Io così feci sorbendomi, poi, l’immancabile reprimenda dell’istruttore che, e direi giustamente, aveva paura di farsi tamponare da dietro. Però la questione è che chi è lento di riflessi se non frena quando vede una macchina non fermarsi allo stop nel punto dove dovrebbe non è poi più in grado di rallentare in tempo dopo se l’altro tizio non decide di inchiodare all’ultimo metro. Problema posto all’istruttore e laconica risposta: hai la precedenza non devi frenare. E tante grazie. Idem per le precedenze agli incroci urbani: gente che frena all’ultimo metro disponibile ed io che inchiodo come risposta razionale e mi salvo dal tamponamento solo grazie alla P sul lunotto. Ed ho preso la patente! E quanti altri come me. E non dovrei definire un barzelletta l’esame di guida? Anche se almeno è servito a farmi capire che guidare non era cosa per me e infatti da quel giorno solo qualche manovra in piazzali chiusi. In un mondo perfetto dove i pedoni attraversano solo sulle strisce segnalando prima di attraversare, dove gli incroci sono tutti semaforici e dove gli automobilisti si astengono da comportamenti caotici potrei anche guidare ma non qui ed ora. Finirei per far male a qualcuno e rovinare due vite: la sua e la mia. Ed allora ben venga l’augurio finale nella sua risposta: le auto che si guidano da sole. E speriamo che Google si sbrighi a svilupparlo questo benedetto sistema di guida.
    saluti

  18. esamepatente Autore dell'articolo

    @Pedone per scelta: Ciao, mi fa piacere la tua risposta, perché così abbiamo la possibilità di chiarire i nostri punti di vista e scambiarci idee.
    Mi scuso se il mio post è stato irritante per quanto riguarda la ‘necessità’ di guidare; in effetti, è vero che la sola necessità non può bastare ad arrogarsi un diritto; io ho esposto quelle motivazioni perché volevo dire che chi usa l’auto non è per forza pigro, egoista e superficiale; mi sembrava ci fosse il rischio di far passare questo messaggio, e non mi pareva corretto nei confronti di chi si sta sforando con tutta l’anima di imparare a guidare; per questo ho ribadito il concetto, che vedo che comunque tu condividi in pieno. Siamo d’accordo che non è da condannare chi non guida, però nemmeno chi guida.
    Ci sono persone che non guidano perché non ne hanno bisogno, e viceversa persone che guidano solo perché ne hanno molta necessità, altrimenti ne farebbero volentieri a meno. Sicuramente esiste anche chi guida senza ‘necessità’ pressanti, anzi, diciamo pure ‘per futili motivi’, se così si può dire. Esistono persone, come abbiamo detto, che non guidano per paura (amaxofobia). Tu dici che non è il tuo caso, e porti come motivazione il fatto di avere i riflessi lenti.
    Questa è una questione sicuramente importante, e sarebbe interessante ricercare la motivazione (potrebbe anche essere di ordine psicologico, e secondo me l’amaxofobia, o comunque la ‘paura’ potrebbe anche dare questi effetti). Perciò mi verrebbe da chiederti se secondo te hai riflessi lenti solo guidando o anche in generale, in altri contesti.
    Quali che siano i motivi che lo determinano, comunque, è un problema che può causare incidenti; quando si guida occorre reagire prontamente ai pericoli e agli imprevisti che, come si è visto anche dal tuo post, sono sempre dietro l’angolo, per disattenzione e scorrettezza degli altri utenti della strada.
    Comunque anche questo, a mio parere, è un problema che può essere migliorato; io credo si possa diventare più veloci nei propri tempi di reazione, con abitudine ed esercizio, almeno in una buona percentuale di casi.
    In genere gli istruttori di scuola guida stimolano l’allievo a reagire prontamente, e fanno il possibile perché ciò si verifichi, perché sanno che è una cosa importante sia per l’esame sia per la guida del futuro automobilista.
    Certo, può senz’altro capitare anche ora che ci sia qualche allievo che passa senza essere così ‘pronto’.
    Sicuramente anche l’esame di guida attuale, e la preparazione degli allievi, potrebbero essere molto migliorati.
    Tuttavia, al di là del passare l’esame, poi l’allievo che si ritrova con la patente in mano dovrebbe essere cosciente dei suoi limiti, e agire di conseguenza, esercitandosi ancora, magari chiedendo guide di rinforzo al suo istruttore, o frequentando anche un corso di guida sicura (che è utile).
    Io dico questo perché secondo me è un peccato che una persona si scoraggi e rinunci a guidare, pur avendone veramente bisogno, solo per una difficoltà che potrebbe essere superata con l’esercizio e con l’aiuto.
    Per un allievo che sta imparando, è normalissimo reagire come hai reagito tu, frenando; ma anzi, in realtà può succedere a moltissimi allievi che in situazioni di pericolo sono talmente paralizzati dalla paura che praticamente non riescono nemmeno a reagire. A volte la paura, oltre a impedirti di reagire, ti impedisce perfino di vedere i pericoli. La situazione caotica del traffico e del comportamento altrui (come nei tuoi esempi) di sicuro non è incoraggiante.
    Tuttavia questa fase di disorientamento, ‘paralisi’, lentezza di riflessi, ecc. è temporanea e può essere superata da (io credo) quasi tutti (non mi azzardo a dire “tutti” perché non mi sento di escludere ci possano essere malattie o deficit insanabili a questo proposito… dovrei informarmi meglio e verificare).
    Per alcuni ci vorrà più tempo di altri, ma ciò rientra nella variabilità individuale, come in tutte le cose. L’importante è riuscire.
    Anche qui c’è scritto che i riflessi si possono migliorare con l’allenamento:
    http://www.tempidireazione.com/improve

    Il tuo istruttore in quel contesto ha fatto bene a dirti di non frenare: perché in quel contesto se le cose si mettono male, frena lui: l’istruttore è lì per questo; molti allievi si dimenticano che lui ha i doppi comandi. Bisogna approfittare di questa cosa! 🙂 Con l’istruttore puoi ‘provare’ e ‘buttarti’ di più, cosa che da solo non potresti mai fare. E in questo modo vedi cosa succede, e ti fai l’esperienza.

    Quando dici:
    ——-
    “guida in città. Il limite è 50km/h e a 50km/h bisogna andare, non di meno. Perché? Perché bisogna uniformarsi al traffico altrimenti, come ho letto in un Suo post sulle precedenze, chi ti segue si irrita. ”
    ——-
    Non credo di aver mai detto questo, anzi, di solito specifico sempre che bisogna impostare la velocità di marcia in base alle condizioni della strada, del traffico, della visibilità e delle proprie condizioni psico-fisiche. Cioè, se non c’è motivo di andare piano, non andare piano (in certe situazioni anche troppa lentezza può essere pericolosa,come ad esempio le corsie di accelerazione); ma se ci sono motivi per andare piano, si deve andare piano. L’irritazione degli altri automobilisti non deve essere presa in considerazione! ^^

  19. Pedone per scelta

    @esamepatente
    Vorrei cominciare con quelle che credo siano doverose scuse.
    Mi scuso per aver dato l’impressione di essermi irritato per il suo primo commento. Assolutamente no. Solo una piccola parte mi aveva all’inizio dato una lieve irritazione ma più per una mia impressione che per una sua deliberata volontà. Anzi, ho molto apprezzato la sua prima risposta. Se non l’avessi apprezzata mai mi sarei sognato poi di prendermi la briga di continuare il discorso.
    Per secondo mi scuso per non essere riuscito in 2 risposte a rendere ancora chiaro il mio pensiero e dandole l’impressione che io patisca di una qualche menomazione fisica o mentale che mi renda, io ed io solo, troppo lento nei movimenti e quindi inadatto alla guida. Cercherò di chiarire.
    Per terzo mi scuso per la citazione errata sulla questione degli automobilisti che si irritano. La citazione originale è tratta dalla pagina sulle precedenze e parla di guidatori che si irritano se chi gli sta davanti regala precedenze non dovute e non, come erroneamente da me fatto intendere, se non si va a 50km/h in città.

    Questo per amore di precisione, però, e mi scusi se insisto sullo stesso punto, che il guidatore medio si irriti (e manifesti tale sua irritazione in maniera becera) se chi lo precedete non viaggia a velocità ritenuta adeguata (ed in città è ritenuta, nella pratica, non inferiore al limite di legge di 50km/h fatti salvi casi di congestione) è affermazione difficilmente smentibile.
    Quando si percorre una strada urbana con macchine parcheggiate da cui può spuntare un pedone per me oltre i 20 massimo 25 km/h non si dovrebbe andare. Non credo Lei debba sperimentarlo di persona per credermi che ad una tale velocità il concerto di clacson è sicuro al 100%. E va anche bene finché c’è solo il concerto perché purtroppo non è raro trovare dei pazzi che reagiscano anche in maniera violenta (quante liti o casi di road rage si sentono).
    Detto questo vengo a risponderle sulla questione dei riflessi. Ho visto il suo test. Mi sembra simile ad un test sui riflessi che ebbe a sostenere mio padre all’ultimo rinnovo per la patente (patente C). La prima parte sullo stimolo visivo semplice l’ho fatta, quella con l’udito non sono riuscito a farla perché il mio vetusto browser mi da noia con l’audio nelle applicazioni flash. Poco male, va bene lo stesso visto che, mi creda, il mio udito è perfetto. Proprio per questi problemi con i file audio mi permetta di riferirmi a questo altro test simile:
    https://www.mathsisfun.com/games/reaction-time-flash.html
    È possibile anche scaricalo sotto forma di applicazione flash sul proprio PC:
    https://www.mathsisfun.com/games/images/reaction-time-trainer.swf

    I miei risultati medi sono (nelle 3 prove da 5 che ho fatto): 0.253 – 0.275 – 0.271. Che non è male.
    Non è male ma nulla ha a che vedere con quelli che sono i veri tempi di reazione di chi guida.
    E qui c’è un po di confusione, specie da parte mia che spesso li uso come sinonimi, tra i termini riflessi e tempi di reazione.
    1) Perché il test misura i riflessi, non i tempi di reazione.
    2) Perché il test misura i riflessi come reazione ad un evento di forma già nota.
    3) Perché il test misura i riflessi come reazione ad un evento chiaro e non ambiguo.
    4) Perché il test misura i tempi in cui reagisce un dito già posizionato nel punto in cui dovrà agire con un movimento semplice.
    Ben altra cosa è misurare i tempi di reazione di un automobilista che non ha idea di che natura sarà il pericolo (pedone, animale, manovra pericolosa di un’altra macchina eccetera), non ha idea di quando si presenterà il pericolo, non ha idea se una certa cosa è o non è un pericolo (le famose situazioni a cui facevo riferimento: il pedone indeciso, chi inchioda all’ultimo agli stop eccetera), non ha idea di quale azione compiere di preciso (rallentare, inchiodare, sterzare a destra, a sinistra eccetera) senza aver prima valutato il tipo di pericolo (e qui ci va altro tempo per la valutazione). Senza considerare che una cosa è premere un tasto con un dito già posizionato sopra, un’altra cosa è un movimento complesso e per di più di un piede (che come si sa è già meno reattivo della mano). Nel mio commento precedente scrivevo che un secondo / un secondo e poco più è il tempo di reazione medio (cioè il tempo che intercorre dall’istante in cui si valuta un pericolo come tale e l’istante in cui inizia la frenata o la manovra evasiva). Il dato non è mio, anche se mi sembra condivisibile, ma reminescenze della mia scuola guida ed anche confermato da alcune letture internet su alcuni siti che trattano di guida e citavano studi e simulazioni in cui il tempo di reazione medio era stato misurato con simulazioni realistiche da università o riviste del settore automobilistico. Come già scritto io ritengo troppo un secondo ma, a quanto pare, chi di dovere non concorda con me. Qual è il mio tempo di reazione? Boh, una risposta precisa non gliela saprei dare. Ci vorrebbe un test fatto come si deve e realistico. Prima ancora dovrei riprendere confidenza con i pedali perché se mi ci cimento ora che ho perso la mano va a finire che, se vado di fretta, i piedi comincerebbero a cozzare contro i pedali.
    Quando facevo scuola guida, nelle ultime guide, quando avevo preso confidenza con i pedali, ero comunque lento. Credo che il secondo e mezzo sia una misura realistica. Non di più ma sicuramente anche non molto di meno, e comunque sopra il secondo. A me non sembra molto visto e considerato che, ripeto, si deve valutare il pericolo, si deve compiere un movimento complesso con un piede e non uno semplice con un dito e si deve reagire senza preavviso. Nessuno viene da te a dirti: attento! nei prossimi 3 secondi un bambino sbuca da dietro quella macchina lì, stai pronto a frenare. Il secondo ci può stare. Anche il mio secondo e mezzo. Sono tempi normali. Non credo c’entri nulla una qualche forma di amaxofobia (mi viene molto difficile pensare che ne sia affetto sia pure in una forma lievissima, mai avuto nessun sintomo, neanche il più piccolo) Io stesso sono una persona normale, e qui sta il fraintendimento. Non mi immagini come una persona con un handicap che si muove come un bradipo. Forse solo un bel po impacciato con i pedi visto che a calcio ho sempre fatto pena. Quando dico che sono più lento della media è vero. Non per nulla se la media è un secondo e c’è gente che reagisce in mezzo secondo allora, per compensare, deve anche esserci chi, come me, reagisce in un secondo e mezzo. Questo non fa di me uno lento, fa di me uno meno veloce. Quando dico che sono lento di riflessi intendo dire che sono lento di riflessi per condurre un’auto secondo i miei personalissimi standard di sicurezza. Così come persone che sono leggermente più veloci di me sono anche loro comunque troppo lente per la guida. Se fossi “più lento” del normale non mi avrebbero dato la patente. La questione è che, per i miei standard, per condurre un auto bisognerebbe essere più veloci del normale. Ed io con il mio secondo e mezzo sono una persona normale. I tanti con un secondo come tempi di reazione sono persone normali. Le persone normali sono capaci di cose normali, naturali. La natura ha dotato l’uomo di riflessi sufficienti per correre con le proprie gambe. Con l’auto si raggiungono velocità a-normali per l’uomo e proprio perché tali, se la si vuole condurre in sicurezza, non bastano più riflessi normali ma abbisognano di a-normali. Non si mette un aereo da combattimento in mano a chi ha riflessi normali. Non si dovrebbe metter una macchina in mano a chi ha riflessi normali (pur concordando che per il primo caso i requisiti dovrebbero essere ancora maggiori). Io sono una persona normale e quindi con i riflessi lenti per condurre una macchina. Così la penso e credo di aver addotto buone ragioni con i calcoli sugli spazi di frenata che ho fatto nella risposta precedente. Mi permetta, a sua discrezione, una curiosità: quali sono, secondo Lei, i suoi tempi di reazione medi alla guida e quanto totalizza al test dei riflessi che ho linkato?
    saluti

  20. esamepatente Autore dell'articolo

    @PedonePerScelta: Sono d’accordo con te su vari punti che hai toccato: ad esempio, sul fatto che un’eccessiva lentezza irrita gli automobilisti, che iniziano a suonare e a inveire, ecc; che i tempi di reazione misurati al computer sono completamente diversi da quelli che si hanno in macchina, e che si tratta di situazioni completamente diverse.
    Sono d’accordo che guidare l’auto sia un’attività rischiosa.
    Io non mi sento un leone alla guida, non mi sognerei mai, ad esempio, di azzardare un sorpasso in condizioni non ideali; o di andare a 50 km all’ora in una strada del centro abitato che so essere ‘rischiosa’, magari in un orario di punta, con bambini che escono da scuola e che so possono ‘sbucare fuori’ all’improvviso. No, non terrei mai i 50 all’ora in una situazione come quella che sto immaginando. O vado più piano, o piuttosto me ne andrei a piedi anch’io! 🙂 Perché penso sia un’imprudenza andare a quella velocità in quella situazione; benché magari veda che gli altri lo fanno, non lo riterrei corretto né augurabile.

    Io penso però che ognuno di noi (al netto di malattie, ecc), grossomodo, possa trovare un compromesso per usare l’auto in modo “accettabile” e “coscienzioso”, tenendo presenti i vari fattori di rischio, che comunque sono variabili, non sempre costanti (dipende dal tempo, dalle condizioni della strada, dal traffico, ecc). E tenendo anche presente che le proprie capacità e abilità possono sempre essere migliorate con l’allenamento, la pratica, la conoscenza e l’impegno.
    Ad esempio, anche nel semplice test di reazione che ho fatto (le cinque prove in sequenza), vedo che la prima volta ho avuto un tempo di 0.293, e nell’ultimo un tempo di 0.2.
    Perché all’inizio era una cosa nuova, mentre al quinto tentativo già la situazione era più familiare.
    Nella guida, pur avendo tempi diversi, penso sia giusto calcolare questa possibilità di miglioramento.
    Penso altresì sia una buona idea, in generale, frequentare un corso di guida sicura, per chiunque guidi.
    Comunque, credo proprio che entro pochi anni il nostro modo di guidare non sarà più lo stesso; aspetto con fiducia l’avvento delle auto che ‘guidano da sole’. L’intelligenza artificiale spero sia una soluzione migliore rispetto alla media delle nostre limitate “intelligenze” umane, a volte assai “stupide” nel correre rischi certamente evitabili! 🙂

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